SACRIFICIO E SUDORE PER ESSERE UN CAMPIONE

Tutto si può dire di Davide Galleani, tranne che il successo ottenuto in questi anni di gare, sia arrivato senza sacrifici e sudore. Si sa, prepararsi per una gara, implica enormi sacrifici, ma per alcuni i risultati arrivano con più semplicità. Doti genetiche, rotondità e simmetrie pressoché perfette, rendono facile la via per il successo, ma non per tutti è cosi e per alcuni il percorso è più duro, tormentato e sofferto. Per Davide raggiungere il top, ha significato modificare e migliorare alcune sue carenze rendendolo competitivo al punto di poter vincere con facilità il titolo Italiano nel 2009 fino ai 90 kg. e nel 2010 il mitico Due Torri in hp fino a 1.78.


Ricordo perfettamente il giorno in cui Davide ha varcato per la prima volta la soglia della mia palestra, è passato più di un decennio ma ricordo perfettamente quel periodo perché avevamo appena fatto l’inaugurazione della nuova struttura e Davide ha avuto la tessera numero 01. Forse un segno del destino ma oggi per noi lui è il n. 1.


Potrei soffermarmi su innumerevoli aneddoti, ma vorrei invece svelare la vera chiave del successo di Davide.
Quante volte abbiamo sentito affermare che per arrivare al successo ci vuole determinazione, ma cosa significa essere determinati, forse determinati lo siamo tutti, ma in realtà, per essere agonisti, bisogna andare oltre e Davide ne è l’esempio. Andare oltre il sacrificio, oltre il dolore, oltre la soglia del limite che c’impone di fermarci ma in realtà nemmeno questo ci ferma. Gareggiare per vincere, significa non solo conquistare una vittoria, ma vincere su di noi, sulla fatica, la fame, l’insonnia e soprattutto vincere la nostra natura. Proprio cosi, perché per Davide vincere è significato combattere, soffrire come pochi altri atleti hanno sofferto e ad ogni preparazione la lotta era sempre più dura e in alcuni casi ho creduto non sarebbe riuscito ad arrivare al suo ambizioso traguardo ma oggi posso sostenere di essermi sbagliato e devo riconoscere che quelli che erano alcuni suoi limiti strutturali, lavorando come ha fatto, non rappresentano più un problema.
Chi mi conosce sa come io sia critico, difficilmente propenso nell’elargire complimenti gratuiti anche e soprattutto nei confronti d’atleti che seguo, ed è forse per questo che ho voluto esordire con l’evidenziare alcune carenze che avrebbero potuto penalizzare Davide, per complimentarmi con lui per quello che è riuscito ad ottenere e perché non si scordi mai che nel mondo delle competizioni c’è sempre chi è più dotato, più preparato e in grado di batterci, perdere di vista questa realtà può significare cadere rovinosamente, spero che l’umiltà che fin qui lo ha contraddistinto, resti una sua prerogativa e che il gene del vero Body builder che egli ha, gli potrà permettere, come ha fatto fino ad oggi, di poter continuare a migliorare per essere sempre il migliore e con il sostegno di tutti noi e della sua più grande tifosa, la mamma, grande donna e sempre in prima fila per sostenerlo, potrà, sicuramente raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.


Nyko Ceschina